Descrizione
L’edificio sorge nel Villaggio artigiano di Modena Ovest, primo villaggio artigiano in Italia realizzato nel 1950. Alla fine degli anni ’80, conclusosi il sodalizio professionale con Franca Stagi durato circa vent’anni, Leonardi lascia lo studio in centro storico per trasferirsi con la propria famiglia, dove ristruttura e amplia la casa-officina dello zio, realizzando una casa-studio (attuale sede dell’Archivio).
Si tratta di un edificio di dimensioni ridotte – corrispondente al modello tipologico caratteristico del Villaggio Artigiano – distribuito su due livelli, con tetto a falde. L’architetto sceglie di mantenere tale impianto, ampliandolo attraverso un nuovo volume posto sul retro; in questo modo, lo spazio al piano terra – destinato allo studio di architettura – assume un impianto ad L, mentre il livello superiore è destinato agli spazi dell’abitazione.
Il piano terra è caratterizzato da uno spazio di lavoro a doppio volume (magazzino o piccola officina) mentre al piano superiore si sviluppava l’abitazione privata. Inoltre, l’atrio di ingresso principale funge da elemento di collegamento, sul quale sono disposti gli accessi diretti sia agli spazi di lavoro che al blocco scale in linea che porta al livello superiore.
Elemento caratteristico della casa-studio è la permeabilità tra esterno ed esterno in quanto tutti gli spazi sono in diretta connessione tramite vetrate scorrevoli o porte finestre con il verde del giardino che cresce liberamente e circonda l’edificio. Tutte le vetrate della casa e dello studio sono potenziali ingressi dall’esterno.
L’obiettivo dei numeri ingressi, infatti, è quello di rendere lo spazio più flessibile e adattabile al tipo di fruitore (famigliari, personale archivio, ospiti) e alle attività svolte.
Gli arredi della casa-studio (fatta eccezione per il blocco cucina in muratura) sono interamente realizzati con un unico materiale, le tavole in legno di abete verniciato giallo, solitamente utilizzate in edilizia per le casserature del calcestruzzo, di dimensioni standard (50 x 150 cm, e multipli e sottomultipli), tracciate e tagliate senza scarto: sedie, sgabelli, tavoli, letti, divani, porte, soppalchi, librerie, armadi. Agli oggetti prodotti secondo questa logica rigorosa, modulare e artigianale Cesare Leonardi darà il nome di Solidi, una ricerca che conduce dal 1983 al 2003.
Dal 2010 tale luogo è divenuto sede anche l’Archivio Leonardi, del quale se ne occupa l’Associazione Archivio Architetto Cesare Leonardi, un collettivo di architetti e studiosi, tra cui ex collaboratori di Cesare Leonardi, che si dedica alla tutela, catalogazione, e divulgazione delle opere e dei progetti dell’architetto modenese.
Disegni di architettura, composizioni fotografiche, plastici in legno, sculture e prototipi di ogni genere affollano lo spazio e convivono con oggetti legati alla vita familiare e alle proprie origini, espressione di un rapporto inscindibile tra vita e progetto.
Inoltre, dal 2011 il fondo archivistico è stato riconosciuto quale “bene culturale particolarmente importante” ai sensi del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, con Decreto della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici dell’Emilia-Romagna.
Azioni connesse
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Comunità connesse
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Persone connesse
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